Mi sono avvicinato al blog di Beppe Grillo. Non so più come, perché. Sono un po’ stufo, come tanti, del modo di gestire le cose all’italiana, dei problemi posti e riproposti che non hanno mai soluzione. Sono genitore e come papà cerco di interessarmi dei miei figli. Mi interessa il posto dove loro trascorrono molto tempo: la scuola.
Ho tre figli e in tre gradi diversi di istruzione: elementari, medie e superiori. E così, sia io che mia moglie, siamo rappresentanti di classe, un impegno che cerchiamo di portare avanti scrupolosamente.
Tuttavia anche questo impegno, che dovrebbe essere fondamentale nella vita democratica di un paese civile, in realtà, almeno nella mia esperienza, è molto deludente.
Ci si limita a due riunioni all’anno nelle quali i rappresentanti dei genitori partecipano, per 15 minuti, al consiglio di classe, dove gli insegnanti espongono brevemente le problematiche della classe e i genitori portano qualche commento. Punto.
Mi sembra un limite molto grande della nostra scuola. Tutto il sistema scolastico mi sembra inadeguato, incapace di trasmettere conoscenza, centrato da sempre sul contratto tra insegnanti e studenti che fa leva sul ricatto educativo: promosso o bocciato, i brutti voti, le note sul diario.
E’ una posizione molto discutibilele la mia. Non vorrei scrivere su questo, poiché il tema merita ben altro approfondimento, ma è soltanto per spiegare la mia motivazione.
Il mio senso di frustrazione nella realtà dove spesso genitori, insegnanti e ragazzi continuano indifferenti a frequentare la scuola svogliatamente, tanto per, tirando avanti alla giornata e con il minimo indispensabilele impegno.
Ecco che, a volte, nella propria solitudine, di fronte al monitor del computer che è diventato il nostro contatto con il mondo, si spera di poter lanciare un segnale, un SOS che venga raccolto e possa, lentamente, aiutarci a trasformare il mondo con le sue tante contraddizioni, a migliorarlo.
Ecco che www.beppegrillo.it si presenta come un contatto possibile, una chance di rapporto con gli altri, una possibilità di comunicare e di manifestare la propria rabbia, la propria delusione, la propria protesta e di condividerla con qualcun altro !
La magia di internet: lancio il mio pensiero in un ambiente dove trovo persone che esprimono come me la loro insoddisfazione, e incontro realmente le persone con le quali costruire insieme una società migliore. Che bel sogno !
Eccomi allora che inizio a scrivere il primo commento. Mi sono iscritto regolarmente e ho scritto sperando inutilmente in una qualche reazione.
Commentavo il malcostume, il sistema che ci porta a situazioni sempre peggiori.
########## Le finestre rotte ##########
3 Febbraio 2007

La
finestra rotta, dall’inglese 'broken window', descrive un comportamento sociale. Se viene spaccata la finestra di un edificio è probabile che ne verrà
spaccata un’altra. Se le finestre rotte sono due le probabilità che se ne aggiunga una terza aumentano. Se la finestra è invece riparata, il processo di solito si ferma.
L’Italia è il
Paese delle finestre rotte. Ogni volta che una nuova finestra viene danneggiata c’è subito la fila per:
- romperne un numero illimitato
- trovare una giustificazione per il nuovo comportamento antisociale
- e, se necessario,
legalizzarlo
La legalizzazione del comportamento antisociale, detto più semplicemente reato, dipende dalla sua dimensione. Più gente pratica il reato, più è probabile che il Parlamento legiferi per renderlo ammissibile, o almeno non punibile.
Di norma però questo non è necessario. E’ sufficiente
alzare il livello di tolleranza. Oppure inserire dei procedimenti di natura burocratica per bloccare eventuali rimostranze e denunce. Se qualche ingenuo cittadino protesta gli vanno spiegate le regole della convivenza incivile. Dargli del populista, demagogo, qualunquista aiuta. Pretendere l'applicazione della legge nel caso in cui non sia rispettata in Italia è un esercizio antidemocratico,
un po’ fascista.
Ogni giorno si esplorano nuove vie, nuove finestre rotte. I pionieri, se riescono a fare proseliti, diventano persone di successo, intoccabili. Talvolta latitanti. Può succedere che gli siano perfino
intitolate piazze e vie. E siano chiamati statisti.
L’italiano è antropologicamente affascinato dalle finestre rotte tranne in un caso: quando
la finestra rotta è sua. Ma, in questo caso, dopo l’indignazione iniziale, si rassegna e va alla ricerca di una pietra.
Postato da Beppe Grillo il 03.02.07 23:10 | Muro del pianto
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Il mio commento:
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Bisognerebbe avere anche un blog sulla SCUOLA. Quante cose succedono in questa istituzione trascurata e bistrattata. Io, come genitore, ho moltissime lamentele. Prima di tutto mi chiedo se mai qualcuno abbia mai insegnato agli insegnanti ad insegnare. Sì perché quelli veramente capaci di trasmettere qualcosa sono veramente rari, purtroppo …
Poi è tutto il sistema che non ha senso. Ai ragazzi non interessa praticamente niente o quasi di quello che la scuola fa e l’unica motivazione che la scuola riesce a proporre è la minaccia della bocciatura, i brutti voti e le note sul diario. Sono metodi che, se ci ragioniamo sopra per bene, possiamo capire essere inaccettabili anche per un asilo !
Ma che interesse si può mai avere per qualcosa che si DEVE fare per MINACCIA? Volevo soltanto socchiudere una piccola finestra su una realtà sconcertante, che poi va a condizionare tutto lo stile della nostra vita sociale. Si fa presto a condannare la violenza a parole e a praticarla quotidianamente nelle aule scolastiche, con coercizioni continue … e inutili, anzi totalmente dannose !
Ciao
Giorgio Mancuso 18.02.07 08:31
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Rileggo queste parole e le trovo esagerate. Certo la contraddizioni, i problemi nella scuola sono tanti, ma c’è modo e modo ! Sembra che Grillo ci insegni subito ad avere un linguaggio gridato, a battere i pugni, a farsi sentire finalmente in una società che è sempre sorda e … muta.
Chiedi un incontro e bisogna rinviarlo a data da destinarsi, chiedi un colloquio e … adesso non ho tempo, se chiedi un documento sei sempre nello sportello sbagliato. Poni domande, ma le risposte non arrivano mai ! Questo è il quadro spaventoso che dipinge Beppe Grillo, è la realtà che tutti condividiamo. O no? O è soltanto una piccola parte della realtà? O, meglio, una parte, che sia piccola o grande, cosa importa? Ma la cosa importante è che se noi mettiamo a fuoco solo una parte della realtà e la scambiamo per il tutto, la nostra visione, alla fine, risulta distorta.
Andiamo oltre.
Passa il tempo e nulla succede ! Pensavo che Beppe Grillo rispondesse, che a un certo punto, nel suo sito apparisse, come per incanto, una voce nuova. La voce “scuola”.
Un angolino del suo sito dove si scrivesse sulla scuola ! E’ un problema reale del Paese o no? C’è una striscia, sul lato destro del blog di Grillo che si intitola “Il muro del pianto”.
Già il titolo, a rivederlo, mi lascia perplesso. Io l’ho visto il muro del pianto, a Gerusalemme. E’ un luogo sacro, è un luogo di preghiera e di meditazione, non è un luogo dove si vanno a gridare le proprie incazzature ! Però, ognuno sul suo blog fa quello che vuole !
Il muro del pianto comprende alcuni temi: Ecologia, Economia, Energia, Informazione, Politica, Salute/Medicina, Tecnologia/Rete, Trasporti/Viabilità, Muro del Pianto, Primarie dei Cittadini.
Secondo me bisognava aggiungere un nuovo tema: Scuola ! Altrimenti io dove cazzo andavo a scrivere le mie proteste?Passavano i giorni, ma non succedeva proprio niente ! Possibile? Un blog dove ti invitano a commentare, e poi niente?
Allora ho cominciato a scorrere il blog di Grillo, e più sotto ho trovato “Gli amici di Beppe Grillo” con la sigla Meetup. In ogni città, ma anche paesi, ci sono Meetup di Beppe Grillo ! O bella !
Allora, mi dico, se mi avvicino alla realtà locale, forse troverò chi mi dà ascolto, forse potrò trovare qualcuno con cui collaborare, condividere esperienze, iniziare nuove battaglie, dialogare e costruire il futuro. La nostra società così bistrattata ! Se non ci si impegna ognuno in prima persona dove andrà a finire? Sentivo il bisogno di “fare qualcosa” e nel Meetup di Ascoli Piceno ho trovato altre persone che volevano fare qualcosa …
Che meraviglia ! Inizio a scrivere. Il tema è affascinante: Allarme sociale.
Praticamente è successo in una scuola a San Benedetto del Tronto, che alcuni ragazzi hanno filmato con il telefonino un pompino che una ragazza praticava generosamente a un ragazzo, e allora la cosa si è venuta a sapere e, ovviamente, i giornali sono andati a nozze e si è aperto un grande dibattito sulla scuola, con tanto di interventi ministeriali e vai con tutti che devono dire la loro, classicamente. E’ come quando gioca la Nazionale di calcio. Qualunque Italiano farebbe la formazione meglio dell’allenatore del momento. Noi italiani siamo bravi a parlare. Se la chiacchiera fosse uno sport vinceremmo sicuramente qualche medaglia. Ed eccomi lanciato nel Meetup a dire la mia.
[ PRECISAZIONE: in alcune copie salvate, in alcuni thread del Meetup di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, e nel “280″, i nomi di alcuni membri non più iscritti hanno assunto, in modo curioso il nome di altri membri, in modo forse casuale, nomi come “giosby”, “Domenico”, etc. etc. invece che “a former member” che corrisponde a un membro non più iscritto. Non so bene a cosa imputare questo fatto, se ad un qualche mal funzionamento di un sistema, o a qualche volontà di apportare ulteriore confusione a quanto presente in alcuni threads, rendendoli incomprensibili … Io riporto i fatti, le ipotesi le lascio a Voi ! ] ***
Uso il mio pseudonimo di sempre, GIOSBY e trovo un avatar che mi piace, e vado:
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GIOSBY
Posted mar 17, 2007 at 7:10 AM
1st Post
La scuola la scuola … Si parla tanto di partecipazione dei genitori alla vita scolastica ma in realtà meno partecipano più sono contente le istituzioni scolastiche ! Quali sono gli strumenti di partecipazione dei genitori? Quasi niente ! Se ti vuoi far eleggere rappresentante di classe puoi partecipare 2 volte all’anno al consiglio di classe dove gli insegnanti, in genere annoiatissimi e desiderosi soltanto di andarsene a casa, concedono 15 minuti per relazionare ai genitori sulla classe. Se non sei neanche rappresentante di classe puoi solo ritirare le “schede” che poi sono le pagelle … 2 volte all’anno. Per il resto, se proprio vuoi, puoi andare ai colloqui con gli insegnanti un paio di volte all’anno, se proprio sei un genitore attivo … E poi? Basta !!!
I ragazzi tornano da scuola e uno chiede: come è andata? La risposta normalmente è: BENE ! Niente di più … (Sto un po’ esagerando, ma il concetto di fondo è questo !) Non esiste nessuno strumento di partecipazione dei genitori alla vita scolastica ! Eppure ogni genitore è portatore di una ricchezza di esperienze interessantissime, non solo per i propri figli, ma per tutti. Noi genitori viviamo la vita vera ! Non siamo così lontani dalla realtà come le materie scolastiche presentate quasi sempre con una astrattezza allucinante che farebbe passare la voglia di studiare a chiunque. Studiare potrebbe essere una gioia, e invece è vissuto come un eterno castigo ! E’ chiaro che il maggiore interesse dei ragazzi va semplicemente alla socializzazione, al comunicare tra di loro, a fare esperienze sempre maggiori di rapporto sociale, amicizia, gioco, sesso etc. Ecco che la “magia” del telefonino è un’attrazione cui è impossibile resistere. Il bigliettino passato sotto il banco è sostituito dall’SMS ! Molto + difficile da beccare, che rispetta la privacy, che permette l’espressione dei sentimenti con leggerezza (tvtttb) che però rende forse più difficili i rapporti reali, abituando i ragazzi a un rapporto virtuale … Non sempre, non x tutti però è una tendenza …
Ma allora bisogna che i genitori partecipino maggiormente alla scuola ! Non soltanto se devono firmare una nota sul diario ! Gli insegnanti possono informare settimanalmente le famiglie ! perché no? E’ un nostro diritto partecipare alla vita scolastica ! Ci sono insegnanti che ne combinano di tutti i colori ! Insultano i ragazzi, li prendono in giro, danno cattivi voti a casaccio, usano le minacce di bocciatura in continuazione !!! Ma chi se ne frega di studiare perché altrimenti ti bocciano? E’ come se uno gli dicono che deve andare al cinema altrimenti ti tagliano lo stipendio ! Ma chi ci vorrebbe più andare?
perché i genitori non possono essere presenti qualche volta alle lezioni? Anche gli studenti potrebbero dire agli insegnanti chiamo i miei genitori e non soltanto gli insegnanti a chiamare i genitori CONTRO i loro stessi figli !!! La scuola, intesa così come è oggi, si rivela soltanto una GRANDE INTERFERENZA nel rapporto d’amore tra genitori e figli ! Non ci avvicina a loro, ci allontana sempre più, li rende sempre più distanti e incomprensibili !!!
Per oggi basta ! Ciao a tutti.
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Cerco di spiegare il mio pensiero, non è facile, ma ci provo a buttarlo lì tra le righe, soprattutto nelle ultime righe. La scuola che interferisce nel rapporto d’amore tra genitori e figli ! Questo è ciò che mi interessa approfondire, un tema che non si prende in considerazione normalmente. Un tema che ritengo importante e che spero di poter trattare.
Poi parto subito ad invocare un altro tema che mi sta a cuore: la trasparenza.
Tratto da: osservatorio sulle tariffe dei cellulari Ascoli
########## Fonte originale ##########
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GIOSBY
Posted mar 17, 2007 at 11:12 AM
3rd Post
Io credo che bisogna battersi per una trasparenza OBBLIGATORIA per tutte le tariffe proposte dai vari operatori ! Siamo pieni di pubblicità che offrono a costo zero o GRATIS etc. Qui gratis non ti dà niente nessuno. Bisognerebbe: Vietare lo scatto alla risposta (e mi sembra che ci stanno già pensando …) Obbligare ad indicare chiaramente; quanto costano 30 “, 1 min, 3 min etc. verso i vari operatori e nazionali E internazionali.
Ricezioni in roaming (altri furti legalizzati) Soltanto così si riescono a confrontare le tariffe. Io col telefono lavoro tanto e divento matto a capire come risparmiare, tanto che alla fine ci rinuncio …
CHIAREZZA E TRASPARENZA … lontane chimere …
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Qualunque argomento è un’occasione per aprire un dialogo con le persane presenti nel Meetup, per dare una mano, un consiglio. Ho voglia di partecipare, di diventare protagonista insieme agli altri di cambiamenti, di aria nuova.
Mi riporta un poco a quando ero ragazzino, 13, 14 o 15 anni. Anni difficili a Milano: 1971, ‘72, ‘73.
Ero il piccolino di casa io. Avevo un fratello più grande, quasi 14 anni più grande. Da sempre (dal mio sempre) militante del PCI. Lui aveva iniziato proprio nel ‘67, ‘68.
Aveva 22 o 23 anni all’epoca. Università Statale di Milano. Giurisprudenza. Teo era politicizzato e non parlava di altro.
I pranzi a casa mia erano punteggiati costantemente dalla discussione tra Teo e mio papà. Non ricordo i temi, chiaramente, solo che papà era democristiano.
Qualche personaggio, Fanfani, Moro, La Malfa. Qualche nome che mi balza così alla mente e poi qualche avvenimento forte: l’invasione della Cecoslovacchia, Piazza Fontana.
Ad ogni modo ogni pranzo era immancabilmente una battaglia dialettica. E’ stata la mia palestra politica. Mio papà e mio fratello avevano trovato questo strano modo di amarsi: litigare, ma non tanto per le loro personali difficoltà di rapporto, (quanto sarebbe servito …) bensì su DC e PCI, cattolici e comunisti, atei e bigotti.
Chi poteva essere più attraente per me, bambino, in una disputa infinita? Ecco che un rapporto d’amore trasformato in diatriba politica è diventato un modello di relazione sul quale ho costruito la mia adolescenza.
Di fronte alla Scuola Media che frequentavo c’era il Liceo Einstein e un giorno, dalle finestre della mia classe, ho visto i ragazzi sopra il tetto del liceo per disporre lo striscione della scuola occupata. Che mito ! Non vedevo l’ora di iniziare anch’io il liceo e poter partecipare anch’io, protestare, mischiarmi tra quei capelli lunghi e quelle barbe incolte, tra eskimi e spranghe a lottare per il comunismo, per la dittatura del proletariato. Ed è chiaro che il fratellone lo dovevo superare, mica seguire pedissequamente ! Scavalcarlo a sinistra.
Pertanto il mio quadro era più o meno questo: DC = fascisti, PCI e FGCI = revisionisti traditori, W il Movimento Studentesco di Mario Capanna che, unendosi alla classe operaia farà la rivoluzione.
Ecco che, questo tipo di “imprinting” politico mi è rimasto appiccicato per tutta la vita, anche se, a dir il vero, passata l’adolescenza in modo alquanto burrascoso (verso la trentina, intendo dire …) di politica mi sono interessato ben poco. Praticamente ho smesso di interessarmene a 17 anni, quando altre attrazioni mi si sono presentate per soddisfare la mia sete di conoscenza. Ma questo è un altro discorso.
Fatto sta che sul Meetup di Ascoli nascono ben presto le polemiche, e io ci sguazzo dentro …
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GIOSBY
Posted mar 21, 2007 at 7:42 AM
6th Post
Matipare ha scritto:
[ E comunque il discorso scuola è così complesso, ma così complesso, che secondo me ci si impantana in modo clamoroso ad immergercisi. ]
Scusate, ma devo essermi sbagliato ! Io pensavo di essere entrato a far parte di un blog di gente quasi pronta per la RIVOLUZIONE e invece guarda guarda cosa mi tocca leggere … Appena c’è una piccola palude … Via via, tutti a casa che altrimenti ci bagnamo i piedini … L’altro che a scuola non ci torna o ci va solo per corteggiare le mamme dei ragazzini … Ma dai su Per favore !
Io ho scritto anche al grillo che nel suo blog non c’è un’area specifica per la scuola e servirebbe davvero, ma fino adesso nessuna risposta … Ma avete idea dei danni che fa questa sottospecie di istituzione? E per quanti anni li pagheremo? Incomincio a capire perché si parla di DESERTO … Ma il deserto è dentro di noi? Vogliamo continuare a pensare solo ai praticelli calpestati e alle cacche di cani?
Scusate se uso un po’ di ironia … Non c’è cattiveria ! Con affetto ciao
Edited by User 3, 876, 358 on mar 21, 2007 at 7:44 AM
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Il gruppo di Ascoli Piceno, quando l’ho trovato io, si presentava come un dialogo fondamentalmente tra 4 persone: io, Luciano Speranza, Domenico Gennari e Matipare.
Qualcun altro a volte compariva, molto rapidamente commentava, per sparire nuovamente nell’ombra dei lettori.
Matipare è un tipo particolare, molto polemico, molto critico, diffidente verso i luoghi comuni, verso le proteste campate per aria. Persona attenta e dissacrante. Non per niente ha lasciato il Meetup in fretta …
Sulla scuola abbiamo non pochi motivi di attrito:
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Matipare
user 3845482
Posted mar 21, 2007 at 10:58 AM
23rd Post
Scusate, ma devo essermi sbagliato ! Io pensavo di essere entrato a far parte di un blog di gente quasi pronta per la RIVOLUZIONE e invece guarda guarda cosa mi tocca leggere … Appena c’è una piccola palude … Via via, tutti a casa che altrimenti ci bagniamo i piedini …
Ci sono varie filosofie di pensiero su come ‘RIVOLUZIONARE’ le cose che non vanno.
-)battere i piedini per terra e chiamare mammà
-)predicare in un deserto
-)impantanarsi in discussioni con gente che come noi non conta un cazzo e bearsi del fatto che ti diano ragione
-)far politica.
…
-)varie ed eventuali …
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GIOSBY
Posted mar 22, 2007 at 7:14 AM
7th Post
Scusate scusate, sono appena arrivato e non so tutto di tutti … e poi un po’ di provocazione mi sembra che faccia solo bene, almeno ci si sveglia un po’ …
Anch’io ho avuto a che fare con la preside della mia scuola e se c’è da andare da qualche preside sono pronto, basta che abbiamo le idee chiare su cosa dire come e perché …
Tante volte scrivo di fretta nel poco tempo che ho e scrivo di getto pensando di buttare lì qualche sasso nello stagno sperando che piano piano sia possibile trovare persone con cui condividere esperienze e cercare di COSTRUIRE qualcosa con molta fatica, ovviamente.
Perciò:
-)impantanarsi in discussioni con gente che come noi non conta un cazzo e bearsi del fatto che ti diano ragione
-)far politica.
secondo me impantanarsi in queste discussioni è fare politica ! Sono la stessa cosa ! E’ democrazia ! La speranza è che si possa CRESCERE e diventare un gruppo che conta qualcosa invece di “gente che non conta un cazzo” …
Altrimenti di farci un sacco di pippe per bearsi che qualcuno ti dà ragione o torto chi se ne frega?
Ho tre figli, un lavoro che mi impegna un casino e poco tempo anche per andare al cesso … Però se si unisce tanto “poco” si può anche riuscire a FARE TANTO.
CREDO CHE L’IMPORTANTE SIA INIZIARE A CONCENTRARSI SU UN PICCOLO OBIETTIVO E SPERIMENTARE CHE SI POSSONO OTTENERE RISULTATI invece di essere in depressione continua che tanto non serve a un cazzo …
Quando andiamo dal preside?
Fatemi sapere …
Ciao
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Cerco di motivare le persone per organizzarsi e l’atteggiamento di Matipare “mi pare” nichilista, assolutamente contrario a qualunque progresso.
Luciano e Domenico, secondo me, alla luce degli avvenimenti, sono persone strettamente legate al gruppo di Grillo, altrimenti non riesco a spiegare il loro atteggiamento di adesione, sempre e comunque, al di là di ogni ragionevolezza.
Ma questi sono pensieri di oggi. Qualche mese fa volevo sviluppare insieme a loro un movimento, una ricerca. Condividere esperienze e diffondere le conoscenze comuni. Seguire un percorso, coinvolgere le persone, svegliare le coscienze dormienti.
Ecco che allora il primo incontro del Meetup a cui avrei dovuto partecipare, assume per me una grande importanza e mi do molto da fare per coinvolgere gli altri iscritti, che sembrano piuttosto assenti.
Fine capitolo 1 tratto da LA RAGNATELA DEL GRILLO
di Giorgio Mancuso
alias GIOSBY
Vai al secondo capitolo:
2. Partecipazione democratica o impotente depressione
*** N.B. Le copie salvate verranno aggiunte in seguito
Copia cache salvata da Google della prima pubblicazione on line
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