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giovedì, 03 luglio 2008

L'informazione siamo noi? Ovvero: LA CENSURA ci piace!

Paolo Barnard su Megachip ha scritto un articolo dal titolo L'informazione è noi.

Barnard sostiene che siamo noi stessi a scegliere l'informazione, considerando che il telecomando è in mano nostra e siamo noi a scegliere cosa vedere e cosa preferire !

E' anche vero ma bisogna anche considerare che l'offerta è quella che è ...

La domanda è: è l'offerta che si adegua alla domanda oppure le offerte che abbiamo sono in grado di condizionare la richiesta?

Un bel problemino ... della serie: è nato prima l'uovo o la gallina?

Barnard continua il suo articolo indicando le persone che lo hanno censurato o che, comunque, hanno fatto orecchie da mercante, diventando oggettivamente complici dell'omertà, un altro vizio che di danni ne causa non pochi.

Le persone in questione sono:





Adesso una riflessione è obbligatoria:

queste persone si proclamano libertarie e contrarie alla censura!

Molte di loro hanno subito la censura!

Vuoi vedere che chi ha subito la censura si trasforma spesso in un censuratore, come chi ha subito abusi sessuali si trasforma a volte in un violentatore?

Ma l'unica legge che funziona a questo mondo è la legge del taglione?

Occhio per occhio !  Dente per dente !

Scrive di questi paladini Barnard:

>>>>>>

... sono dannosi.

In realtà, e tristemente, il modo di agire dei sopraccitati ‘paladini' serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori e la loro ipertrofica fama) l'auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che ci accade.

Questo è il motivo per cui il nostro Paese rimane perennemente al palo della civiltà.

La colpa non è mai nostra, ce lo confermano incessantemente quegli sventurati ‘paladini' della controinformazione coi loro martellanti scritti e interventi, e questo è il danno tremendo che ci fanno.

Assolti da ogni peccato, fervidamente impegnati a fustigare le nostre ombre sui muri, finiamo per non crescere mai, e le uniche speranze di ripulire questo Paese vanno perdute.
...
E allora, codesti ‘paladini' piuttosto che celebrare processi in Tv, ( ...) dovrebbero aiutarci a processare noi stessi, a metterci tutti davanti allo specchio per dirci: l'Italia siamo noi, i ladri siamo noi, i moralmente decomposti siamo tutti noi, coi nostri 270 miliardi di euro di evasione di sola IVA, con l'omertà endemica che ci tappa la bocca ovunque vediamo del marcio - al lavoro, per strada o nei pubblici uffici, con la nostra adulazione del potere, e col nostro amore per l'abuso del potere appena ne abbiamo un briciolo in pugno, dagli insegnanti ai vigili urbani, dai medici agli ispettori delle pubbliche amministrazioni. Noi italiani con il nostro individualismo ammalato che al massimo si espande in parrocchialismo, ma mai in capacità di fare gruppo civico aperto alla critica, e ciò neppure quando ci proclamiamo antagonisti. Questa Italietta sudicia, ipocrita, fregona e anche violenta siamo noi.
...
Guardiamoci. Siamo un popolo che si divide inesorabilmente in ‘parrocchie' o ‘mafie'. Se non siamo mafiosi, siamo parrocchiali, una delle due, non si fugge.
...
In altre parole, noi italiani la libertà di informare non la vogliamo, e quando si affaccia sulla soglia della nostra ‘mafia' o ‘parrocchia' la odiamo e la cacciamo con singolare ferocia.
...
In sostanza: Beppe Grillo, che sta lanciando la più imponente crociata popolare contro l'informazione “ di regime ” della storia contemporanea, usa la censura nel suo stesso blog, da lui sventolato ai quattro venti come il futuro della libertà di espressione, come il salvagente della libertà di parola in Italia.

<<<<<<

E chissà perché di queste storie non ne parla mai nessuno?

Censura su censura su censura ...

Basta ! Voglio uno scandalo ! ! !




Brava Gianna !

Dall'articolo di Paolo Barnard:

>>>>>>

tv3








Marco Travaglio

La prima volta che portai all'attenzione del giovane cronista di giudiziaria le crepe che si stavano aprendo nel gruppo dei ‘paladini' fu il 14 dicembre del 2006. Le risposte che mi arrivarono furono dei monosillabi inespressivi e seccati. Mai alcunché sui punti specifici. Fu uno dei primi a ricevere la mia denuncia su Censura Legale , di cui lui stesso è vittima fra l'altro, ma nulla. L'ho sollecitato di recente con una lettera aperta, nella quale gli chiedevo di esprimersi sia sul critico rapporto fra fama/potere e libertà d'espressione (Travaglio è un'idolo nazionale e corre seri rischi in questo), sia sul comportamento della collega Gabanelli. Nessuna replica. Poi ricevo da un lettore quello che Travaglio aveva a lui dichiarato in merito a ciò che gli avevo scritto: “ Sono tutte balle (vicenda Gabanelli)” e “ Non ho tempo da perdere dietro ai delirii di uno squinternato che mi diffama su internet con processi alle intenzioni (le mie considerazioni su fama/potere e libertà)”. Replico a questo livello di tracotanza offensiva e di ignoranza dei fatti (Travaglio, che è un cronista, evidentemente non sa nulla delle prove documentali che ho fornito in Censura Legale ) e fra le altre cose scrivo: “ Nessun processo alle intenzioni. Travaglio si è già corrotto. Come fa lui, il censore morale, a stare fisso nel salotto Tv di uno che per prima cosa è un arcinoto raccomandato di lunga data della lottizzazione Tv dell'asse PCI-Sandro Curzi, ma che ha poi fatto scempio del mandato elettorale di tanti italiani per scendere da Strasburgo (dove ha soggiornato a spese dei cittadini) a riprendersi il suo ‘giocattolo' preferito? Cos'è un mandato elettorale? Un parcheggio temporaneo? Una cura ricostituente? E costui, cioè Santoro, oggi sta in televisione a bacchettare il malcostume della politica (sic). Può Marco dire quanto sopra in faccia a Santoro in diretta ad Anno Zero? Eppure sono fatti conclamati. Può? Lo ha fatto?

Può Travaglio dire che la sua casa editrice Chiarelettere è diventata il fans club di un magistrato e di una fetta di magistratura con tanto di striscione e motto sul sito (caso unico in occidente), facendo così a pezzi il più sacro dei principi dei checks and balances nel giornalismo? Può? Lo ha fatto?. Può Travaglio spiegarci cosa ci stanno facendo lui e Milena Gabanelli in prima serata Tv dopo che lui stesso ha perentoriamente dichiarato nel 2006 quanto segue:

In televisione è vietato tutto ciò che è libero, indipendente e autonomo. Perché? Perché non si sa mai cosa può dire uno libero, che non risponde, non si sa mai cosa potrebbe fare, non si sa mai cosa potrebbe raccontare... Se uno è asservito è controllabile, si conoscono le dimensioni del suo guinzaglio, e si sa anche chi lo tiene in mano il guinzaglio. Chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell'altro un suo guinzaglio ce l'ha.

Si tratta a volte di scoprirlo, per quelli più furbi, che lo nascondono meglio, per altri si tratta di capire quanto è lungo, ma non c'è dubbio che chiunque lavori in televisione nei posti chiave, che si occupano di informazione, di attualità, o che si occupano disettori limitrofi, il guinzaglio c'è e lo tiene in mano qualcuno. Poi ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio e pure è bravo (sic, nda), non è mica escluso, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile , ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra'?

E ora aggiungo: può Travaglio farci capire come è possibile che il direttore di RAI 3 Ruffini sia, secondo le sue lapidarie parole, un censuratore di professione “ perché ha cancellato Raiot di Sabina Guzzanti ”, quando lo stesso Ruffini lascia Report in prima serata da più di 4 anni? Lo è o non lo è un censuratore? Oppure è la Gabanelli che ha le spalle coperte? O è Travaglio che diffama a casaccio? Può chiarire?

Può questo giornalista dare conto della sua partigianeria manifesta per un partito politico con tanto di indicazione di voto pre elettorale (IDV e Di Pietro) e di come questo suo comportamento deturpi l'abc della nostra deontologia, che pretende una netta separazione del giornalista dalle fonti del potere che dovrebbe severamente monitorare?

Può infine avere la decenza di leggersi le carte processuali che così chiaramente espongono Milena Gabanelli come collusa con la RAI in uno dei più gravi casi di Cesura Legale, e le testimonianze dei cittadini censurati dalla condutrice di Report ? E avrà la coerenza di prendere posizione contro quel malaffare nato nel cuore dell'informazione ‘pulita', così come lo condannerebbe se praticato da chi non è suo amico personale? Insomma, avrà la forza di non finire a erigere muri attorno all'ennesima ‘parrocchia'?

La risposta a ciascuno di questi quesiti è no. Perché fra ‘parrocchiani' non ci si tocca, e al diavolo la libertà di pensiero, la libertà d'espressione e l'onestà personale.

- - -

Lorenzo Fazio e Aldo Grasso

Editore di provenienza Rizzoli e patròn della casa editrice Chiarelettere – che pubblica Travaglio, Gomez, Corrias, Barbacetto, Beha ecc. – Lorenzo Fazio ha avuto fra le sue firme sia il sottoscritto che Milena Gabanelli. Da notare che questo editore ospita nel suo sito un blog dal titolo Tiro Libero , spazio dedicato al monitoraggio del giornalismo italiano. Sono ancora in attesa che quel ‘monitoraggio' dedichi a Censura Legale qualcosa di meglio di tre righe vaghe e fuori tema. La Censura Legale non è cosa da poco, è a tutti gli effetti una minaccia serissima alla libertà di stampa italiana, come conferma mirabilmente un saggio di una delle nostre più rispettate giuriste, Corrias Lucente, e che così riassume la serietà della questione: “ Sulla testa di ogni giornalista pende oggi la spada di Damocle di una querela per diffamazione. Lui – e il suo giornale – rischia la bancarotta, chi querela assolutamente niente. Anche se la denuncia si rivela infondata, infatti, è quasi impossibile ottenere un risarcimento. Risultato: i giornalisti scrivono sempre di meno e sempre più politically correct, le querele per diffamazione non si contano e i danni morali liquidati raggiungono cifre sbalorditive. Con buona pace del pluralismo e della libertà di stampa. ”. ( 10 ) Ma Lorenzo Fazio è della ‘parrocchia', ha la conduttrice di Report in prima fila fra le firme Vip dei sostenitori della sua impresa editoriale, e dunque zitto, “ con buona pace del pluralismo e della libertà di stampa ”.

Aldo Grasso, il critico televisivo più caustico d'Italia, uno spirito libero, così dicono. Lo chiamo in febbraio, gli espongo la questione Censura Legale , e lui: “ E' grave, è capitato anche a me, un editore mi ha lasciato solo in tribunale a sorbirmi tutte le grane di ciò che mi aveva pubblicato... ”. Bene, replico, allora sai di cosa parlo, ci scrivi due righe sul Corriere? Grasso: “ Ma… sai… io sono amico della Gabanelli, e prima di attaccare un'amica dovrei vedere meglio...

Notate bene che non ha detto ‘prima di attaccare un cittadino', che sarebbe stato solo giusto. Ha detto “ un'amica ”, cioè il critico televisivo è ‘compagno di merende' di chi dovrebbe scrutinare. Non demordo, gli mando ogni prova documentale, ogni riscontro nero su bianco, tutto. Lo richiamo dopo quasi un mese, e la solfa è la stessa: “ Ma sai… io sono amico della Gabanelli, e prima di attaccare un'amica …”.

Piero Ricca

Il 2 aprile 2008 mi scrive: “ Caro Barnard, vorrei capire meglio la vicenda che la riguarda. Vorrei farle un'intervista, magari video, ma non necessariamente, da far girare on line, a partire dal mio blog. Un cordiale saluto, Piero Ricca ”. Ne sono felice, accetto. Lui ribadisce: “ M'interessa anche il tuo punto di vista su leadership e responsabilità individuale nel campo della società civile ‘progressista' o ‘antagonista'… ”. Perfetto, ancora meglio. E ancora lui: “ Confido in video-intervista sugli sviluppi e il signficato del caso non appena possibile per antrambi ”.

Nel frattempo lo rendo edotto di ciò che penso dell' Industria della Denuncia e dell'Indignazione , e glielo dico chiaro, lui c'è dentro fino al collo. Parliamone. Inoltre gli manifesto il mio disagio di fronte a certi suoi, chiamiamoli, eccessi di provocatorietà nel corso dei suoi arrembaggi a Vip politici o finanziari. Il rischio, suggerisco, è proprio quello di replicare metodi violenti nel nome di una autoreferenziale giustezza civica. Piero si risente un poco, me lo comunica. Il tempo però passa, e dell'intervista che mi voleva fare si sono perse le tracce.

Sabina Guzzanti

Stessa trafila di Ricca, anche lei mi contatta per una intervista, l'11 di febbraio: “ Caro Paolo Barnard, dato che sto lavorando a un film documentario sull'informazione vorrei intervistarti e raccogliere la tua testimonianza (sperando che la parola non ti ricordi troppo i tribunali) ”. Scottato come sono dall'effetto ‘parrocchia', decido di mettere le mani avanti: cara Sabina, leggi prima quello che ho scritto di voi Vip alternativi e di ciò che state facendo, poi se ancora vorrai sentirmi… Lei replica: “ Caro Paolo, grazie della risposta. Ho letto il tuo articolo e non mi è passata la voglia di intervistarti. Ti chiamerò un giorno di questi per prendere un appuntamento ”. Sono ammirato, forse qui si respira aria nuova. Nelle settimane seguenti le mando via mail i dettagli della vicenda Censura Legale , e con essi una sintetica cronaca in diretta della censura che sta calando implacabile su molti utenti del forum di Report man mano che la cosa monta. Le segnalo anche quella del blog di Grillo. Sabina inizia a mandarmi messaggi interlocutori: “ Su Grillo mi sono arrivate voci che sul blog ci sia censura, mi pare che la voce si stia spargendo, d'altra parte è pure una sua scelta parlare di quello che vuole …” Le rispondo: “ No, scusa, ma hai preso un granchio. Non si tratta del suo diritto di postare ciò che lui vuole. Qui parliamo dei cittadini, i cui contributi lui non deve filtrare, se non in casi di palesi volgarità o illegalità. I post dei cittadini sul suo blog sono liberi, e lo sono sempre stati. Lui cancella quelli scomodi, li censura ”.

Sabina di nuovo: “ Mi sembra che il senso della tua battaglia debba essere protezione legale da parte degli editori per i giornalisti che si espongono, più che una guerra contro la Gabanelli ”. Comprendo subito il pericolo del fraintendimento che talvolta mi accompagna, e cioè la convinzione di alcuni che io mi stia accanendo per un rancore personale contro una giornalista, piuttosto che sui principi di una battaglia per la libera informazione. Replico con fermezza: “ Il senso della battaglia è sia contro gli editori che ci abbandonano sia contro chiunque censuri, se mi permetti. Gabanelli sta censurando a man bassa e partecipa a Censura Legale. Cosa devo fare? Il solito ‘compagno di merende' alla Aldo Grasso o Grillo che con la censura di Mimun sbraitano furibondi ma con la loro amica no? Fammi capire Sabina, la censura puzza di meno se la fa una amica tua o mia? Dimmi come ti posizioni tu, perché qui veramente si fa fatica a capire. La guerra la si fa contro chiunque censuri e se si chiama Gabanelli chissenefrega. O sbaglio? ”.

La Guzzanti non si convince, lo scoglio Gabanelli rimane nel mezzo. Poi, quando scrivo di Marco Travaglio ciò che avete letto sopra, Sabina cambia tono, ahimè. Mi premuro di ricapitolarle tutti i punti spinosi, le gravi contraddizioni e i rischi che accompagnano la celeberrima figura del cronista, e concludo: “ Sabina, quando si diventa Star non si è più liberi. Perché la fama dà potere, e il potere diventa prioritario rispetto alla libertà. Rileggi i nomi che ho citato (Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie… Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato, nda) , quelli non furono e non saranno mai in prima serata Tv. Va fatto altro, e l'ho scritto e credo che tu l'abbia letto ”. Lei: “ Caro Paolo, condivido la battaglia perché i giornalisti siano protetti legalmente dalle testate per cui lavorano, non condivido la battaglia anti Gabanelli. Non condivido la battaglia anti Travaglio di cui ho stima. ” E di seguito, a proposito dell'impianto generale delle mie critiche ai ‘paladini' antisistema, la Guzzanti sentenzia: “ Francamente mi sembra un'analisi che nasconde frustrazione e rivalsa mal indirizzate ”. Dunque, sarei in fondo proprio un rancoroso frustrato che fa battaglie anti qualcuno per rivalsa personale e invidia. Ci risiamo. La mia ultima replica alla Guzzanti sarà dura, le scrivo che in fondo anche lei, messa di fronte all'evidenza scritta nero su bianco della replica fra i suoi colleghi antagonisti della censura e dell'arroganza tipiche del Sistema-potere, sceglie di non prendere posizione, di non vedere. E' facile, le dico, e soprattutto fruttuoso scendere in campo quando c'è da difendere i censurati Vip, dà visibilità mediatica; ma non vedo in lei lo stesso fervore di giustizia di fronte alla censura degli anonimi Marisetta, Salvo, Silvia, Francesco…, o di fronte alla palese violazione della coerenza morale da parte dei suoi amici Marco, Beppe, Milena, con il pericolo per tanti che ne consegue. Così, amica mia, si sceglie la propria appartenenza alla ‘parrocchia', non l'interesse comune.

(Non mi ha più risposto. Anche l'intervista con la Guzzanti credo si andata a farsi benedire, ma tant'è)

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Ma il cambiamento è soltanto una lontana chimera?

Un Clic QUI per leggere La Ragnatela del Grillo !


Commenti
#1   03 Luglio 2008 - 23:36
 
Già... e questo sarebbe un blog dove si parla di censura, e c'è il filtro preventivo.
Beh, direi, non ti lamentare più del filtro di Beppe, e del fatto che non è beppe a fare censura ma sono i suoi fans che appena vedono un commento "antipatico" lo marcano come inappropriato.

Detto questo, ti volevo scrivere, se davvero sei convinto delle tue ragioni fai le seguenti due cose:
1. riscrivile! Non si capisce niente!

2. prova a contattare altre persone, quali Luttazzi. Sono proprio curioso di capire cosa dice.

3. se non sbaglio la Guzzanti ti ha risposto sul suo blog. Così che tu non riporti solo alcuni pezzi del discorso.

Adesso mi aspetto che tu pubblichi questo commento. Non mi sembra offensivo ne illegale. Lo farai?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente madic

#2   03 Luglio 2008 - 23:43
 
Giosby in un certo senzo ci siamo incontrati sulla rete ho risposto ad un suo post sulla censura del blog di grillo.
Sn Gabriele Domenici quasi 19enne parecchio stronzo ma piuttosto attento a quello che gli accade incontro..non penso ci si possa lanciare contro Travaglio facendo per dirlo alla latina una guerra intestina tra quelli che in un modo o in un altro non ci stanno a stare sotto una cupola mafiosa statale..ritengo che nessuno di noi abbia la coscienza pulita chi l'ha più pulita è giusto o parzialmente giusto che parli..non nascondo di essere come lei dice riguardo a molti italiani uno che effetivamente il potere piace..o meglio personalmente ho un rapporto di odi et amo cn il potere detesto chi sta sopra di me ma allo stesso tempo temo che appena avessi un pò d potere non riuscirei a controllarmi..sono di una famiglia media k stanno scomparendo..in un certo senso me ne dovrei fottere di tutte queste cose come molti coetanei..ma non riesco..si dice anche che sapere e potere(magari sarà questo)..
in ogni caso il mio invito e a non farvi la guerra tra di voi..
se a tempo per rispondermi
questa è la mia mail: gabrydome@hotmail.it
utente anonimo

#3   04 Luglio 2008 - 01:10
 
Ciao madic e grazie per il tuo commento!

Come vedi è stato pubblicato.

In effetti ho avuto qualche remora a introdurre la moderazione nel mio blog, ma riflettendo meglio ho considerato che l'importante non è tanto accettare qualunque spazzatura che ti arrivi, ma rispettare gli impegni presi con chi frequenta il blog.

Ho avuto storie alquanto difficili con alcuni utenti e ad un certo punto avrei rischiato di ritrovarmi il blog pieno di insulti, magari neanche rivolti a me, ma scambiati tra utenti diversi, o commenti insensati, come quelli che, a volte puoi trovare sul blog di Silvano Z., per esempio (se ti interessa c'è il link qui a fianco) dove accanto a commenti magari interessanti trovi altri completamente assurdi con frasi tipo MAASWLUHGDSASASAHSHASHCCHHCH O PORCO QUI E CANE SU etc etc.
Ho deciso che in questo spazio vorrei mantenere un certo decoro, una certa civiltà.

Tutto qui.

Inoltre, fino adesso ho rimosso soltanto un commento che conteneva un insulto nei confronti di Paolo Guzzanti, persona che per altro ho ampiamente criticato per i suoi comportamenti contraddittori.

Ma un conto è spiegare perché qualcosa non ci va bene, un altra cosa è insultare.

Inoltre il mio impegno è quelllo di creare una eventuale stanza spazzatura dove ricoverare commenti inopportuni, con le motivazioni del caso.
Spero di non averne bisogno.

Il caso di Grillo è ben diverso. Infatti egli afferma nel suo blog:

Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

E questa frase è FALSA, poiché io sono stato bannato, nel senso che devo cambiare email per postare lì dentro, certe parole non puoi scriverle, altrimenti non passa il commento e, questi sono i filtri, che lui scrive di non avere.
Questo è un inganno.

Uno può anche scrivere e non permettere il commento di nessuno.
Se la sua opera è valida verra letta, altrimenti non importa. Ma è un diritto. E non per questo uno censura il prossimo.
Il problema sussiste quando uno dichiara A e poi fa B!

Quanto ai tuoi 3 punti, ti ringrazio per i consigli, ma ho talmente tanto materiale da radunare che non sempre riesco a essere ordinato.

Comunque, se vuoi seguire un filo, segui La Ragnatela del Grillo, che è in corso di pubblicazione.

Il resto è contorno.
E poi si vedrà!

Grazie ancora e ciao!
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#4   04 Luglio 2008 - 01:23
 
Ciao Gabriele!

non ricordo del nostro incontro in rete e non penso che tu sia parecchio stronzo come ti descrivi. Già ammetterlo è un passo avanti, considerando che tutti lo siamo, chi più chi meno ...

Inoltre non intendo scagliarmi contro nessuno, ma non mi piace essere preso in giro, soprattutto da chi fa della presa in giro la sua professione, giocando con i sentimenti e le giuste indignazioni delle persone.

E' un discorso lungo, e stasera è molto tardi.

Vedrai che lo affronteremo con più tranquillità.

Ciao
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#5   09 Luglio 2008 - 00:58
 
Sono totalmente d'accordo con quello che dice Barnard, sulla dannosità dei cosiddetti "paladini", ma soprattutto sulla necessità di incolpare ogni tanto anche noi stessi, non soltanto gli altri - i politici o qualsiasi altro capro espiatorio - per l'Italia in cui ci ritroviamo a vivere: il punto è: possiamo noi italiani cambiare? Come? A volte me lo chiedo, io, che mi riconosco parecchio nell'italiano "ladro" e "corruttore" che descrive Barnard - ovviamente soltanto nel mio quotidiano di diciannovenne scazzato eh :D - ma non riesco a trovare una risposta ....

e un'altra cosa ... Aldo Grasso è proprio un venduto! Già non lo sopporto quando scrive - sempre a criticare... - se poi vengo a sapere che protegge pure i suoi amichetti ...
Un saluto
Simone da Mantova
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#6   09 Luglio 2008 - 06:22
 
Ciao Simone da Mantova!

Tu chiedi: possiamo noi italiani cambiare?

Bene! Proprio tu hai scritto un commento mezzora prima nell'articolo su Travaglio qui #36

http://giosby.splinder.com/post/17693598#comment

Ti eri firmato, ma avevi mantenuto la formula "utente anonimo".

In questo commento ti sei iscritto, esiste già una pagina dove tutti possono dialogare con te, possono scriverti.

Tu in questa pagina potrai dire qualcosa in più di te stesso!

Questo è già un CAMBIAMENTO !

Non è poi così difficile ...

Basta superare quella pigrizia mentale che porta a dirci:

"Finché la barca va ..."

Continua così!

Grazie

Ciao
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#7   10 Ottobre 2008 - 09:07
 
giosby evita di dire cavolate su grillo, solo perche ti senti come una ragazzina allontanata dal ban del blog di grillo, ora per ripicca fai un blog tutto tuo smerdando grillo.
VERGOGNA!
lo capisci che in tempi come questi litigare con persone come grillo è una cosa scema e ridicola?
vai a fare forum contro i ladri!
contro chi governa senza l'appoggio del popolo, facendo i propri comodi!
e non forum cagata per ripicche da RAGAZZINA!!!!
ciao giosby esci un po di casa e vai a vedere il sole fuori casa, impiegheresti meglio il tempo.
prova a censurarmi e ti assicuro che il tuo blog finisce.
faro di tutto per far vedere come saresti voltaggabana
utente anonimo

#8   10 Ottobre 2008 - 22:28
 
Per fortuna non si scrive soltanto di grillo.

Ci sono argomenti più interessanti.

Solo che a volte val la pena di mettere qualche puntino sulle i.

Il problema non sono io che vengo bannato, è il concetto di rispetto per gli altri sbandierato da una parte e calpestato nei fatti.

Questo sì, mi dà fastidio. E se riesco suono campanelli di allarme!

Ciao
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